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L’America dei Media – Fox News contro Obama

È cronaca risalente a questi giorni l’uscita dell’ottava classifica mondiale di Reporter Sans Frontieres, l’organizzazione nazionale analizzatrice le libertà di stampa concesse all’interno dei diversi paesi. Novità di grande importanza emersa dalla recente stilatura è il balzo di venti posizioni compiuto dagli Stati Uniti d’America galvanizzata dall’“effetto Obama”.  Questa valutazione va a premiare soltanto il ruolo svolto dalla stampa interna ai confini degli States,  per il lavoro di comunicazione svolto in Iraq e in Afghanistan l’America guadagna il 108 posto all’interno della classifica extraterritoriale.  Nonostante ciò l’azione di Obama è stata apprezzata dagli studiosi di comunicazione e media, egli è “uomo nuovo”, perfettamente consapevole del grande potenziale delle fasce dei nuovi media più a contatto con la popolazione. Quest’azione mirata e oculata nel settore mediatico era già emersa in campagna elettorale tramite l’uso espansivo di blog e spot elettorali sui videotelefonini. Voce dissonate ai plaudi è  David Carr, in merito alla recente vicenda Murdoch  egli sostiene: “La presidenza americana è stata concepita come correzione di una monarchia, ma fare a botte con gli urlatori della tv via cavo appare poco raffinato. Forse è giunto il momento di dare al dibattito un po’ più di autorevolezza”.

La frase pungente trae origine dalla conflitto generatosi tra la Casa Bianca e la Fox, rete televisiva di propietà di Rupert Murdoch. Le azioni offensive erano già iniziate nel 2008 quando la rete preferita di George W. Bush diffuse un documentario pieno di calunnie ai danni del futuro presidente degli Stati Uniti, che da allora ha attuato un comportamento misto d’indifferenza ed astio nei confronti dell’emittente. Tramite il suo portavoce Obama dichiara: “Li tratteremo come un Partito d’opposizione, poiché stanno conducendo una guerra contro Barack Obama e non possiamo far finta di pensare che questo sia il comportamento legittimo di un organo d’informazione”.

Considerata reale  opposizione politica della Casa Bianca, Fox News si trincera dietro l’etichetta del “perseguitato politico” e prosegue a portare dentro il salotto di ogni americano l’ideologia di una classe sociale, quella che conta, attaccando Obama definendolo “anti-business” “Siamo preoccupati – dichiara lo stesso Murdoch –  dal clima degli affari e ci chiediamo se ciò scoraggerà la nascita di nuove società e nuovi posti di lavoro”.

Una  azione quasi politica la sua, orientata allo Share e all’indice degli ascolti.  Sin dal 2001 i suoi telegiornali hanno terrorizzato la classe media americana con il pericolo del terrorismo, mantenendo forte il consenso alla guerra in Iraq voluta da Bush. Il gruppo Murdoch appare organo d’informazione sensibile al controllo, atto conclusivo del quale  è il prezzamento dell’informazione in rete. A causa d’essa il giro d’affari di Murdoch e’ calato dell’11% a 7,6 miliardi di dollari, mentre le entrate del settore tv, inclusa Fox, sono scese del 27%.  Sembra dunque da considerarsi fallita il tentativo di tregua tentato in settembre nel corso di un incontro a New York tra David Axelrod, principale consigliere di Obama e il presidente di Fox News, Roger Ailes.

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